Se hai un PitBull, sei un reietto.

Se hai un PitBull, sei un reietto.

29 Gennaio, 2020 Off Di Nicola Cibelli

Chi è il padrone del pitbull?

Dal principio sappiamo che era un cane di nicchia, di pochi allevatori, di poche persone competenti  che conoscevano questa razza o che si approcciavano ad essa. Nel tempo poi, ha sicuramente giocato un ruolo fondamentale il fattore economico. Qualcuno, infatti, senza conoscenza e vera passione, ha iniziato a mettere in riproduzione pitbull non interessandosi a nessuna linea di sangue specifica  o all’esigenza di riprodurre cani equilibrati e sani. Gli “inesperti” si affidano solo guardando ai genitori della futura cucciolata, tralasciando anche questioni che riguardano la salute del cane con esami fisici, monitorando il corredo genetico che ogni soggetto ha in sé.

Cambio generazionale.

Si è passati quindi da persone esperte della razza o padroni di nicchia, a persone incompetenti che hanno fomentato un mercato che, nel tempo, è diventato saturo. I padroni dei pitbull nell’immaginario collettivo sono persone emarginate dalla società, spesso violente e questo, ha fatto sì che si catalogasse il pitbull come il cane dei reietti. Ma questa visione distorta, voglio sottolinearlo ancora una volta è ora, purtroppo, presente nell’immaginario collettivo. Il pitbull è ben altro. Ai giorni nostri, abbiamo pochi allevatori seri. Il più, ormai, sono pseudo allevatori o che si definiscono tali, ma non lo sono affatto. Anzi tutt’altro, sono  per lo più “cagnari” dediti a mettere al mondo cani su cani, in una situazione che è già al collasso.

Il risultato finale è quindi ben evidente: canili pieni, associazioni che faticano ad andare avanti e, dulcis in fundo, pitbull in mano a padroni inesperti che  ora “regalano” anche titoloni ai giornali perché la questione pitbull è una notizia sempre ben venduta. La demonizzazione dello stesso ha portato molte persone ad affacciarsi a questa razza creando tuttologi in tutti gli ambiti cinofili e non. Sono presenti infatti sul territorio associazioni rescue che fanno a gara per vincere il titolo di “martire dell’anno” o pseudo educatori cinofili che ostentano il recupero di pitbull da combattimento.  Sono tutte varie guerre cinofile che cavalcano e avvalorano l’onda della nomea collettiva del pitbull, procurando alla fine di questo grande e immenso circo solo grande confusione al povero proprietario di pitbull che non è  affatto un reietto e anzi, vorrebbe saperne di più, vorrebbe informarsi, vorrebbe crescere il proprio pitbull nella maniera corretta e crescere anche egli stesso. Chi paga alla fine è sempre il cane.

Cosa possiamo fare?

Mi dispiace ragazzi, ma noi proprietari di pitbull abbiamo una grossa ed importante responsabilità che, per quanto tale, è estremamente nobile. Abbiamo l’obbligo di informarci ed essere a conoscenza di cosa sia un pitbull. Dobbiamo conoscere prima di tutto le sue potenzialità e capire che non sarà un cane da branco, ma sarà un cane testardo, propenso, in età adulta,  ad aggredire i cani dello stesso sesso, per memoria di razza e infine sarà un  cane determinato e caparbio.

Bisogna quindi che tutti facciamo la nostra parte e che abbiamo un ottimo rapporto con il nostro cane. E’ importante essere insieme, viversi come due soci, rispettandosi e  rispettare il nostro amico a quattro zampe per quello che è: un cane, un fantastico cane.