Collare a scorrimento e pettorina: verità e bugie.

Collare a scorrimento e pettorina: verità e bugie.

18 Gennaio, 2020 Off Di Nino Gennaro

Guerra in atto?

Negli ultimi tempi “addestratori new age” sostengono che il collare di sicurezza a scorrimento sia uno strumento di maltrattamento o ancor peggio: di tortura. Queste “accuse” sono frutto di esperienze personali senza comprovate prove scientifiche, il tutto facendo leva sulle emozioni dei proprietari dei cani. ( A questo proposito, si legga anche l’articolo sulla presunta lesività del collare a scorrimento)

Questo modo di pensare ha fatto sì che, in vari comuni italiani, siano state presentate diverse mozioni per il divieto dell’utilizzo del collare a scorrimento. Ancor più grave è che i garanti per il benessere animale, i veterinari, non hanno effettuato nessuna verifica, prendendo per “buono” un “pensiero”, anziché approfondire scientificamente e comprovare queste accuse. Da qui ne deriva che la fazione degli addestratori che prediligono il metodo classico e, nello specifico, facenti parte dell’Associazione per la Tutela dell’Allevamento e dell’Addestramento Cinofilo Italiano (A.T.A.A.C.I.), ha presentato uno Studio Scientifico, a cura del Professor Peri e della Dott.ssa Pastorelli, in cui è provato scientificamente che il collare a scorrimento di sicurezza, non crea nessun tipo di danno o lesione.

In aggiunta, nell’articolo scritto dalla Dottoressa tedesca Britta Kutscher si sostiene che la pettorina sia dannosa per il cane perché con questo strumento vi è la distribuzione della pressione, eliminandola così dal collo, ma vengono esercitate pressioni su dei punti non abili nel sostenere determinate forze.

Questo strumento serviva per permettere la libertà d’azione su tutto il corpo. Infatti, il punto di attacco della pettorina è alla base della coda. Quindi si parla di uno “strumento” studiato appositamente per cani da lavoro e creato per un utilizzo totalmente diverso rispetto alle comuni pettorine che si trovano in commercio.

Morfologia e praticità.

Vediamo ora nello specifico la descrizione della regione toracica e perché le classiche pettorine commerciali siano dannose.

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Secondo l’articolo della Dottoressa Kutscher si afferma che:

“La delicata regione toracica, simile ad un ramo di salice che appena spezzato è morbido ed elastico però essiccato, si spezza senza grande sforzo, anche nell’anatomia del cane è decisivo se la forza viene esercitata su una parte muscolosa o su delle parti rigide dove sotto la pelle le parti sono poco protette. Cosa caratterizza questa parte del corpo? Il torace è il portatore della pettorina. Il torace è costituito da 13 vertebre toraciche. Da ciascuna vertebra partono una coppia di costole che fanno un grande arco verso il basso. Allo sterno, che è fatto da piccole ossicine simili a vertebre, le costole si riuniscono più o meno direttamente e chiudono il torace. Le ossa dello sterno formano una sezione mobile. Lo sterno umano invece è una piastra ossea rigida. Sui lati a destra e a sinistra si trovano le scapole, che sono collegate solo con dei muscoli. Un collegamento osseo come la clavicola manca al cane. Le scapole formano assieme all’omero le articolazioni scapola-omerale. Si possono sentire bene nella parte anteriore del dorso a destra e a sinistra, centrale allo sterno.”

Se le articolazioni sono influenzate da fattori esterni, come ad esempio la pettorina norvegese, non solo ci sarà un disagio per il cane, ma condizionerà l’articolazione a subire un sforzo maggiore, soprattutto a quelle del gomito. Anche per le scapole vale lo stesso discorso , in quanto viene compromesso il movimento avanti e indietro, che invece dovrebbe essere naturale.

Discorso molto simile per la parte della cintura toracica, che dovrebbe rimanere sullo sterno ma essendo in movimento subisce continui spostamenti e va a calcare articolazioni molto delicate tra sterno e costole, spesso scivolando nelle ascelle ove scorrono importanti vasi sanguigni che irrorano gli arti. Neanche le costole e lo sterno, parti mobili, gradiscono la pressione. Vi è inoltre una limitazione della respirazione, in quanto le cinghie, se messe strette, non permettono alle costole la corretta dilatazione per produrre la sovra e sotto pressione necessaria per la respirazione. Se invece viene lasciata larga è estremamente pericolosa in quanto il cane riesce a sfilarsi e fuggire.

La direzione della trazione del cane che tira è un angolo di leva, che dipende dall’ altezza del cane e dall’ altezza del conduttore. Quindi più è piccolo il cane, maggiore è la piega della colonna vertebrale a guinzaglio teso.

Si rileva l’uso della pettorina già in passato. Le prime furono inventate per i cavalli da traino come strumento di lavoro. Successivamente vennero utilizzate con i cani da slitta fino ad arrivare ai giorni nostri, ma erano strumenti studiati e concepiti in maniera tale da rendere il lavoro dell’animale meno faticoso.

In conclusione.

Il cane è un predatore e la regione del collo è la parte in cui ci sono il maggior numero di fasci muscolari che servono a strattonare per atterrare le prede, a volte anche superiori del suo peso.

Un esempio, sono i cani delle Forze dell’Ordine condotti con il collare a scorrimento. Questo perché quando vengono impiegati come ausilio dell’uomo, l’Agente conduttore deve avere il massimo controllo e sicurezza sul cane. Capita di vedere, infatti, cani poliziotto indossare anche la pettorina oltre al collare a scorrimento. Questo avviene per facilitare determinati movimenti oppure come condizionamento psicologico: il cane, indossandola, sa che deve cominciare a fare il suo lavoro, mentre invece, quando ne è sprovvisto, può rilassarsi e restare a riposo.

In definitiva possiamo affermare che qualsiasi strumento potrebbe essere potenzialmente dannoso. Quello che fa la differenza però è l’impiego, l’uso e la preparazione che precede e ne segue l’utilizzo dello strumento stesso.

Bisogna combattere l’ignoranza informandosi e divulgando la VERA CULTURA CINOFILA.