Il benessere degli animali parte dalla cultura

Potremmo riassumere tutti i problemi del pitbull (e non solo) con due semplici parole, cultura cinofila, quella che manca a tanti proprietari di cani. Chi compra o adotta un cane a volte non ha ben chiare le responsabilità a cui va incontro, e spesso questo problema finisce con un cane destinato al canile o peggio all’abbandono.

Per combattere l’abbandono, bisogna agire su chi ancora non ha un cane, bisogna far desistere dall’acquisto o dall’adozione chi non ha i requisiti e le conoscenze adeguate a prendersi cura di un cane.

Cultura cinofila

Foto del nostro fan Gabri Cèsar Cacici

 

Il patentino

Argomento sempre sulla bocca di tutti; da alcuni visto come la soluzione ad ogni male, da altri, come un piccolo ostacolo che, chi vorrebbe prendere un cane con cattive intenzioni, sarebbe facilmente in grado di aggirare. La nostra opinione è che potrebbe essere una valida soluzione solo se applicato in maniera rigorosa, cosa di cui dubitiamo fortemente. Troppi sarebbero i modi in cui si potrebbe aggirare, troppi gli aspetti che sarebbero lasciati al caso o alla buona fede di chi acquista o adotta un cucciolo. Escludiamo perciò che il patentino arginerebbe il problema randagismo.



 

Il divieto di vendita senza pedigree

Si potrebbe pensare che questa legge sia d’aiuto in quanto, non si mettono in circolazione meticci poco gestibili con l’etichetta di Pitbull. La legge è in vigore, chi vende un cane o gatto di razza deve cederlo con il pedigree se afferma che sia di razza. La legge in questione però non ha certo ottenuto risultati. Il decreto legislativo n°529 del 1992, infatti, stabilisce che né gli allevatori privati né quelli amatoriali possono vendere un cucciolo di cane o gatto senza pedigree affermando che appartengano ad una determinata razza. In caso contrario, questi, sono soggetti a sanzione. Basti pensare però a tutti quelli che mettono in vendita pitbull su subito.it e che in cambio chiedono un “recupero spese”

 

L’unica soluzione possibile è la cultura

L’unica soluzione possibile è la cultura cinofila. Non si spiega altrimenti, ad esempio, la situazione del Fila Brasileiro, un cane molto più aggressivo e di difficile gestione del pitbull, ma che non gode della stessa attenzione mediatica. La ragione è semplice, il Fila Brasileiro è allevato e detenuto solo da persone responsabili, con una cultura cinofila impeccabile. Questo è lo scopo di pitbull is not a crime. Informare i proprietari di pitbull, formare futuri proprietari consapevoli e coscienziosi, che soddisfino i bisogni e sappiano le peculiarità della razza che andranno a prendere. La strada è lunga ma con l’aiuto di chi vorrà sostenere la nostra causa tutto questo è possibile.


Stiamo organizzando un evento informativo a Milano il 26 gennaio. Se vuoi partecipare partecipa alla campagna cliccando qui. ogni contributo è ben accetto.

Evilcollar

 

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