Dog fighting – I figli di nessuno

2018, il dog fighting  è ancora una piaga presente.

Il Pitbull sappiamo che è stato selezionato dapprima per abbattere tori, cinghiali e orsi. Solo nei successivi 200 anni la razza è stata selezionata per essere un perfetto killer dei suoi simili.

Cosa ha portato l’uomo a creare un cane del genere? e perché a distanza di anni questa barbara pratica persiste nel tempo? L’uomo sappiamo quanto sia distruttivo e quanto giochi a fare Dio con il mondo e soprattutto con gli animali. Immaginiamo un ambiente privo di legalità, colmo di ignoranza e voglia sadica di emergere. Ne emerge, ancora oggi, uno scenario fatto di persone che puntano cospicue somme di danaro,per avere, in caso di vincita in un fight, “fama”, soldi e potere. Tanto cosa si perde alla fine? Alla fine l’unico che veramente ne paga le conseguenze è il cane. Se perderà , diventerà un martire e se era anche un campione, beh, sarà anche commemorato.

In questo ambiente si fanno i conti con persone che di etica hanno ben poco, hanno una visione unilaterale e completamente distorta della realtà. Mentre tutti noi cresciamo dei cani educati, nel rispetto e nell’amore, quello che per loro è amore invece consiste nel crescerli sadici e campioni. E questo è il migliore dei casi. Oltre al discorso del campione infatti , bisogna considerare anche tutti quei pit che vengono usati come fantocci, vere e proprie bambole di pezza. I “fantocci” vengono usati per far allenare i campioni. gli si toglie la dignità , se pur di animale, con la cancellazione totale della mente e del corpo.

Il caso

Ecco forse come è andata alla Pit di Castellammare, (ne abbiamo parlato QUI) forse era un fantoccio? o Forse solo un macabro e sadico gioco di due ragazzi? Come scritto nel nostro precedente articolo l’ombra dei combattimenti è dietro l’angolo.

La dura realtà

Vorrei portare alla vostra attenzione un film degli anni ’90 “alla luce del sole” , un film che ci racconta l’ultimo periodo di vita di Don Pino Puglisi. Un film che ci parla di una Palermo fatta di sangue ed illegalità. All’inizio del film si vede chiaramente cosa viene fatto a questi “campioni” e cosa accade ai pit non all’altezza del loro “compito”. Vi avverto: il video è molto pesante, sappiate che dovete andarci di stomaco forte… soprattutto perché è la realtà dei fatti e che dal ’90 ad oggi forse non è cambiato molto, se volete vederlo lo trovate QUI.

C’è da precisare che il fenomeno dog fighting è diminuito, ma sappiamo bene che basta varcare il confine italiano, per trovare terreno fertile per queste pratiche e… il dog fighting è presente comunque dal sud al nord qui in Italia.

La considerazione che posso fare parlando di dog fighting, è che le pene si inaspriscano e che gli organi competenti non sottovalutino questo fenomeno. Il giro di soldi che c’è dietro è enorme e non vorrei che chi di dovere non pensi che tanto sono solo animali e sono pure pitbull .

Non è vittimismo, ma una presa di coscienza sul fatto che ormai , nel 2018 , dovrebbe essere una piaga estinta, mentre invece sembra che il tutto si muova a rallentatore, come se tutti vedessero e fingessero di non vedere. Come se ci fosse una nebbia che compre tutto lasciando intravedere solo la sagoma del “mostro”

Invito le istituzioni a non fermarsi nelle indagini, di non prendere solo i responsabili, ma di andare a fondo alla questione. La morte strana e atroce di questa figlia di nessuno non è che la cima di un iceberg.

Condividi per informare e sensibilizzare.

Un commento:

  1. In Italia è pieno di queste situazioni che coinvolge anche persone inimmaginabili le ASL e la forestale non fanno nulla neanche dietro denunce è la vera mafia con la pelle di esseri senzienti che darebbero la loro vita per i padroni peccato che a loro nongliene frega niente solo un modo spesso per campare sul sangue di questi meravigliosi cani con occhi umani mi viene da ricordare uno spot contro la vivisezione di tanti anni fa che diceva “ho visto cose che voi umani non immagginereste mai di vedere”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Continua a leggere