L’uomo si dimostra ancora la vera bestia assassina.

L’uomo si dimostra ancora la vera bestia assassina.

1 Ottobre, 2018 0 Di Nicola Cibelli

L’uomo, l’unica vera bestia

Giornate come quella di oggi ti fanno vergognare. Vergognare di appartenere all’unica specie definibile veramente “Bestia”. In giornate come oggi il nostro lavoro diventa pesante, quasi insostenibile. Il lavoro di portare notizie all’attenzione di tutti è importante e va fatto per sensibilizzare l’opinione pubblica, per mettere sotto i riflettori anche gli aspetti più macabri di questo mondo. Oggi quindi ci troviamo a riportarvi una notizia di quelle che non si vorrebbero leggere mai.

Castellammare, due bestie  mettono in mostra la loro ferocia

Nella giornata di ieri a Castellammare, (NA) l’ennesima aggressione ai danni di una giovane Pitbull da parte di quello che ormai possiamo definire una vera e propria “bestia killer” l’uomo.

Scegliamo di raccontarvi così il fatto di ieri. Con gli stessi termini e modi con i quali la stampa è solita raccontare le aggressioni dei pitbull ai danni degli esseri umani. L’unica differenza è che spesso, quando un cane morde c’è un motivo. Vuoi la cattiva gestione del cane, vuoi le incomprensioni inter specie che capitano quando il conduttore non è preparato, alla base delle aggressioni c’è sempre un valido motivo.  Quando invece è l’uomo ad attaccare è sempre evidente l’insensatezza e la crudeltà alla base del gesto. La crudeltà e l’aggressività insensata è prerogativa dell’uomo che spesso sfoga su creature più deboli e innocenti i suoi istinti più beceri. L’accaduto ha del macabro a causa dell’efferatezza e dei modi barbari con cui è stato perpetrato abbiamo deciso di non descriverlo nel dettaglio (QUI l’articolo di giornale che ne parla).  Inoltre su questo gesto c’è anche l’ombra dei combattimenti clandestini spesso in mano alla malavita organizzata.

La vittima

Una giovane pitbull, probabilmente utilizzata nel giro dei combattimenti clandestini, che nella notte di ieri si è spenta in una straziante agonia. L’unica sua colpa, probabilmente, quella di non essere più utile alla bestia uomo. Quegli esseri umani nei quali fino all’ultimo aveva creduto e di cui si era fidata. Quegli esseri umani che avrebbero dovuto prendersene cura e che invece lo hanno sfruttato senza pietà, e senza pietà lo hanno ucciso quando si è dimostrato inutile ai loro barbari scopi. Un anima innocente sfruttata per soldi, maltrattata, umiliata e schiavizzata per un mero tornaconto. Un anima innocente a cui non è stata neanche usata la cortesia di dare una morte veloce e indolore, perché le bestie non hanno pietà, le bestie non hanno un anima.

Riflettere, condividere, sensibilizzare.

Perché queste cose non accadano più, c’è bisogno che l’essere umano si evolva e sviluppi una sensibilità che ad oggi non tutti dimostrano. Quello che possiamo fare ora è riflettere sui meccanismi che stanno dietro e questi fatti.

Com’è possibile che ad oggi esista ancora il dog fighting? Questa è un ovvietà. Qualunque attività economica è soggetta ad una legge sola; quella della “domanda-offerta”. Se c’è domanda prima o poi qualcuno arriverà con un offerta. Esiste quindi ancora qualcuno che gode nel vedere due cani combattere fino alla morte, ed esiste qualcuno che ritiene giusto offrire tali spettacoli. Alla base di questo una mancanza di sensibilità che non si può insegnare o imporre. Si può insegnare invece una cultura cinofila e imporre pene dure e certe per chi guadagna da questa barbara attività.

Ecco quindi probabilmente com’è andata alla Pit di Castellammare, schiava di una barbara giostra o forse di un sadico gioco di due ragazzi. Come scritto nell’articolo l’ombra dei combattimenti è dietro l’angolo.

Ci uniamo al consigliere regionale dei Verdi della Campania, Francesco Emilio Borrell nel ringraziare “i volontari e le associazioni animaliste che operano in un territorio difficile come quello di Castellammare prendendosi cura dei cani abbandonati e dei loro cuccioli sottraendoli a un crudele destino”.