Aggressione al padrone: nessuno si chiede il perchè

La notizia di un aggressione da parte di un pitbull ormai quasi non fa più notizia. Infatti  la gente ormai si concentra più su come adoperarsi per difendersi dalle “naturali e scontate aggressioni” senza neanche chiedersi perché accadano, perché tanto lo sappiamo, a detta della gente ignorante il pitbull è un killer!

La notizia dell’aggressione

Noi di Pitbull is not a crime siamo sempre alla ricerca di notizie e informazioni per informare la nostra community e per aiutare proprietari in difficoltà. Ieri 19/09 durante le nostre ricerche ci salta all’occhio questa notizia.

La notizia dell’aggressione di un pitbull ai danni de suo padrone a Mantova. La notizia finisce presto sui giornali, sui social rimbalza in tutti i gruppi e su tutte le pagine che trattano l’argomento cinofilia. Tra tutte le informazioni che si susseguono ovviamente è difficile evincere una versione “ufficiale” dell’accaduto. Ma poco conta, ormai siamo abituati a leggere informazioni distorte o basate sul pregiudizio che il mondo sembra nutrire verso queste creature, etichettate ormai come spietati assassini a sangue freddo. L’accaduto ovviamente da il via ai soliti dibattiti, patentino si/patentino no, razza pericolosa si/ razza pericolosa no, museruole e collari a scorrimento. Quello che non risalta mai come discorso di spicco in questi casi è il perché; perché è successo, perché un cane che tra le caratteristiche principali per cui è stato selezionato ha quella di non attaccare l’uomo, si spinge a un gesto tanto innaturale per lui.

Il dibattito collare a scorrimento/pettorina

Di tutti i post e gli articoli che abbiamo visto che parlavano di questa aggressione ci ha particolarmente colpito questo. L’utente che ha pubblicato questo articolo non si chiede come o cosa sia successo, la sua unica preoccupazione è di imporre il collare a scorrimento a queste bestie assassine. Arriva addirittura ad accusare di comportamento privo di buon senso quelle amministrazioni locali che ne vietano l’uso. Il collare a scorrimento arriva ad essere definito un mezzo per la salvaguardia della pubblica incolumità. Senza entrare nel merito dell’utilità o meno del collare a scorrimento rispetto ad una pettorina. Senza ovviamente voler attaccare l’utente che ha scritto questo post, in quanto esprime semplicemente la sua opinione. Noi ci poniamo una domanda. Questo è il massimo che riusciamo a fare in termini di prevenzione?

Il dibattito più costruttivo che riusciamo a fare è pettorina o collare a scorrimento? Come se veramente stessimo parlando di una belva feroce che si aggira tra le nostre città in cerca di qualcuno da sbranare. Come se stessimo parlando di tanti piccoli Hannibal Lecter che cercano uno spuntino durante le loro passeggiate. Nessuno infatti si disturba a chiedersi perché tali aggressioni accadono questi episodi.


Conoscere la razza

Se non lo fanno giornali e persone ignoranti facciamolo noi. Chiediamoci come e perché accadono questi episodi di aggressione. Chi conosce la razza lo sa, il pitbull non attacca l’uomo; questo in situazioni normali. Cosa si intende per situazione normale?

Una situazione definita normale è quando, il conduttore è conscio e consapevole delle caratteristiche comportamentali del suo pitbull, lo ha cresciuto in maniera equilibrata e con le dovute accortezze. Non ci stancheremo mai di dirlo, il pitbull non è un cane per tutti.

Il pitbull è stato selezionato per essere un fedele e leale amico dell’uomo. Quindi nel caso di questo ragazzo di Mantova ci chiediamo cosa abbia fatto per suscitare questa reazione nel proprio cane. Un possibile scenario è che sia stato cresciuto “un po’ troppo viziato” non mettendo in chiaro i ruoli all’interno del branco e non educandolo in maniera corretta ed equilibrata durante la vita quotidiana.

Le conseguenze dell’ignoranza

Come abbiamo già detto in un questo articolo è l’ignoranza che alimenta i pregiudizi su questa razza. Non diciamo che sia questo il caso, ma quando c’è mancanza di informazione sulla razza e l’educazione del cane viene fatta male o addirittura manca, il cane non vede più il suo conduttore come un leader. Ecco quindi che quando il pitbull non ci vede come capobranco, tanti piccoli gesti quotidiani che riteniamo innocui, per lui, si trasformano in una sfida alla sua autorità e un pitbull che viene apertamente sfidato reagisce. Il pitbull reagisce con tutta la forza, l’agilità e il coraggio che la lunga selezione praticata agli albori della razza gli hanno conferito. Selezione avvenuta con i combattimenti, barbara pratica attuata per selezionare gli esemplari più possenti e combattivi. Quei combattimenti che oggi sono solo un cancro in mano alle varie mafie. Proprio per fissare il nostro ruolo di Leader, non dimentichiamoci che dobbiamo porci al di sopra del nostro Pit e questo si fa nel tempo, con pazienza , con consapevolezza della razza e soprattutto con la coerenza tra ciò che facciamo, i comandi che diamo e l’educazione che impartiamo.

Perché un cane equilibrato non attaccherebbe mai il conduttore

La selezione nel tempo  ha portato ad avere cani che sviluppano una certa affinità con il proprio conduttore. Cosa importante è sapere che il pitbull , come ogni cane, cercherà nel contatto visivo l’ordine che il proprio conduttore vuole dargli. Lo scopo dell’educazione non è creare uno schiavo e nemmeno un cane che tema il suo conduttore, ma creare una sinergia tra cane e conduttore. Senza dimenticare i ruoli, perché il pitbull se pur selezionato da un 200 anni circa, è comunque un cane con dei forti istinti combattivi. Quindi c’è il branco, c’è il territorio , ci sono i ruoli nel branco e c’è l’affiatamento per ogni attività.   Ecco quindi che troviamo assurda un’aggressione come quello di Mantova se pensiamo ad un cane cresciuto ed educato con questi principi.

In conclusione Pensiamo che, una maggiore informazione e una più approfondita cultura di questa razza siano una prevenzione più efficace di collari a scorrimento, pettorine e museruole h24 (si perché abbiamo visto e sentito anche questa). E che i vari dibattiti dovrebbero incentrarsi sulla diffusione di una cultura più approfondita per chi sceglie di mettersi a fianco un pitbull.

Conoscere, condividere e sensibilizzare, affinché aggressioni simili siano solo un lontano ricordo.

Immagine dall’articolo del quotidiano la voce di Mantova

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Continua a leggere