Yago, un innocente condannato all’inferno

Oggi vi racconterò una storia. (uno scritto di Haley Alessandra)

Una storia che da mesi mi porto dentro e che devo risolvere. Perchè non si può condannare un innocente senza neppure dargli voce. Perchè quando guardo la faccia di quell’innocente io vedo il mio Botolo e penso che anche per esser cani bisogna esser fortunati. E quest’innocente finora non lo è stato.

Questa è la storia di Yago.

Questa è la solita di storia di un cucciolo di amstaff preso da un ragazzo quando ancora non aveva neppure 40 gg. La solita storia di un cucciolo nato da cagnari e cresciuto senza imprinting. Questa è la storia di come una gestione completamente sbagliata condanni un cane all’inferno.

Yago è stato uno dei soliti capricci di ragazzi, voluto, amato, portato in giro fino ai sette mesi, poi il nulla. Yago non ha ancora tre anni, ma dal finire del settimo mese di vita, fino a pochi mesi fa conosceva solo la sua casa, il divano e il terrazzo su cui faceva i bisogni. Nessuna socializzazione con altri cani, a parte le due pincher con cui viveva, nessuna socializzazione con estranei. Nessuna competenza. E fin qua, mi direte, dov’è la novità?

Non c’è una novità. Yago era amato dalla sua famiglia, anche se mal gestito visto il tipo di cane, ma soprattutto viste le problematiche interne alla famiglia. Perchè Yago condivideva i suoi spazi con la ragazzina di casa, autistica e con attacchi di epilessia. Yago adorava la mamma della ragazzina, che era quella che gli dava coccole e cibo, proteggeva la sua mamma. Yago non capiva il linguaggio della ragazzina. E nessuno ha fatto in modo di insegnarglielo. Così Yago ha pinzato, piano, ma lo ha fatto, per difendere la sua mamma da una comunicazione sbagliata della ragazzina.

Non è stato dato molto peso alla cosa finchè non si è ripresentata, sempre in maniera lieve. Solo allora è stato chiesto aiuto. E qui è il momento in cui Yago è entrato nella mia vita. Mi hanno chiesto di trovargli casa perchè ormai spaventati dal loro cane. Sono andata come sempre a fargli foto e mi son trovata davanti un faccione per niente amico. Coda tra le gambe, spaventato dai rumori della strada, dalla gente. Da me.

Finisce così? No!

Da lì ho saputo della vita di Yago. Ovviamente il cane non era adottabile in quel momento visti i presupposti, ho chiesto aiuto al mondo per trovare una struttura adatta a rieducarlo, ma niente. Il tempo passava e Yago ha ripinzato la ragazzina. Ho chiesto ancora aiuto e mi è stato dato. Una struttura in zona mi ha dato la disponibilità a iniziare un percorso con lui.

Ma non siamo arrivati in tempo. Le precauzioni consigliate alla famiglia, per il tempo necessario ad organizzare l’entrata in pensione, sono rimaste inascoltate e così Yago ha pinzato di nuovo. Il proprietario è intervenuto per fermarlo e Yago nella foga gli si è girato. Ora, chi conosce un minimo la razza sa che se un ttb decide di farti male, col cazzo che lo fermi. La ferita è stata di una decina di punti al braccio. Ma son stati sufficienti per chiederne la soppressione. La soppressione di un cane sano, la cui unica colpa è stata quella di non essere mai stato trattato da cane. A cui son stati negati odori, suoni, colori, amici, passeggiate, crescita, tutto.

Il giorno dopo l’accaduto siamo andati a prendere Yago, era stato fuori tutta la notte, il proprietario aveva timore di avvicinarsi, mentre lui non chiedeva nient’altro che rientrare nella sua casa. Era incazzato, spaventato, deluso, non capiva, non sapeva cos’aveva fatto di male. E per aggiungere il carico da novanta alla sua storia è stato sedato e portato in box. Certo, ho dovuto fare il diavolo a quattro per evitargli la soppressione, ma questa non è vita e a volte mi chiedo se forse sarebbe stato meglio per lui finirla là. Perchè da mesi da quel box Yago non esce, ci sono stati piccolissimi impercettibili progressi, ma Yago si è chiuso nel suo mondo e chiunque provi ad entrarci non è ben visto. Così non gli si possono fare le cure per l’otite che lo sta annientando, nè dargli un aiuto per riaprirsi al mondo.

Questa è la storia di Yago. Possiamo chiuderla così.

Oppure possiamo dargli una possibilità. Perchè la storia abbia una fine migliore e diversa. Perché c’è chi mi ha dato la disponibilità a seguirlo e rieducarlo, perché c’è una struttura pronta ad accoglierlo, ma ovviamente ha dei costi e il suo ex proprietario non può assumersene tutto l’onere. Per questo ho bisogno di aiuto, YAGO ha bisogno di aiuto. Va aiutato perché non si può condannare un innocente senza dargli una voce.

Datemi una mano. Dategli una mano. Abbiamo bisogno di un piccolo miracolo per lui, è un cane giovane e non gli ho evitato la morte per farlo morire in un box.

Abbiamo bisogno di raccogliere la quota per farlo partire e tenerlo nella struttura. Oggi aprirò una raccolta fondi per lui. Basta davvero poco ciascuno per dare a questo faccione una possibilità. Mi aiutate? Nel frattempo se volete dargli una mano scrivetemi in privato, grazie 

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