Ciccio, il quasi Pit

Non sono un pit sono un quasi Pit

Sono solo un mezzosangue che nessuno voleva e questa è la mia storia. La storia di Ciccio.

3 anni e 1/2 sono passati da quando ti ho trovato per caso.
Il fatto che eri in buona salute non significa che stavi bene. I tuoi vecchi propietari, se ne sono sempre sbattuti di te. Eri quasi ingestibile da quanta energia avevi, e per il tuo vecchio padrone (60enne con problemi di salute) eri diventato un problema. Lui ti voleva bene, ma il resto della famiglia ha preferito metterti una catena al collo e lasciarti legato ad un palo in giardino, giorno e notte. Fino a quando non decisero che era arrivato il momento di darti via.
Quattro famiglie ti hanno portato a casa con loro, e tutte le volte sei stato rispedito al mittente.
Persone senza cognizione di chi stavano adottando. Un cucciolone che voleva solo serenità e affetto, con un carattere molto forte e molta voglia di essere finalmente libero da quella catena. Un impegno. Un duro impegno per chi dovrebbe comprare solo peluche e non un cane in carne e ossa.
Fatto sta che tutto questo ti ha fatto nascere un enorme paura di abbandono, di restare solo.

L’adozione di Ciccio

Poi un giorno lessi un annuncio di adozione e mi precipitai a conoscerti. Nella mia testa non volevo te ma la mia curiosità mi spinse ad arrivare fino casa tua. Fu amore subito, e all’istante decisi che saresti tornato a casa con me.
Sei stato un terremoto, mi hai distrutto casa non so quante volte quel periodo.!
Avevamo solo bisogno di conoscerci e capirci.

Dicono che il cane assomigli al padrone, ed è vero.

Ho imparato a conoscerti caro il mio Ciccio, e sei proprio uguale a me. Abbiamo lo stesso carattere di merda, abbiamo le stesse identiche paure, è come se fossimo una cosa sola in due corpi differenti. Legati l’uno all’altro. Tu hai bisogno di me esattamente come io di te.
Forse quel giorno non è stato solo un caso averti incontrato. Avrei potuto scegliere un altro compagno. Forse doveva andare così! Forse qualcuno o qualcosa voleva farci incontrare, per insegnarci a fidarci di nuovo. A fidarci di noi stessi e degli altri. So solo che se dovessimo separarci, tu come me, non avremmo vita lunga. Sei il mio compagno, il mio migliore amico, sei stato e sarai ancora la mia migliore medicina. Di cazzate ne ho fatte tante, e forse ne farò ancora, ma se sono sempre tornato a casa è solo perché mai avrei potuto lasciarti.
La vita non è sempre facile, ma con te al mio fianco è sicuramente più leggera. In questi ultimi giorni ci sono state delle novità importanti, all’inizio credevo fossero fastidiose, ora  mi rendo conto che invece, per un qualche motivo mi rendono felice. Felice, non tranquillo. I pensieri nella testa sono sempre di più, gli attacchi d’ansia e l’insonnia continuano. Però tu Ciccio ci sei sempre al mio fianco e tutto si fa più leggero. Anche oggi in questa giornata. Ho passato una bruttissima nottata. Siamo andati a dormire con il sorriso e mi sono svegliato poco dopo con il cuore che batteva a 1000, sudato e senza aria. Ti eri accorto che qualcosa non andava e ti sei attaccato a me come una cozza. Ora ti vedo giocare felice e ripenso che quel giorno abbia fatto forse l’unica scelta sensata della mia vita. Portarti a casa con me!

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