JESUS, 300 parole di te

Sfogliando tra le pagine di facebook ho visto lui, attaccato ad un albero con la catena, tra tanti altri, tenuti nelle stesse vergognose condizioni, solita storia…solito canile.

Ogni giorno vedevo quell’immagine, condividendo il suo post con una tristezza infinita pensandolo la’, sempre nello stesso posto, attaccato, sotto il sole, sotto la pioggia…senza riparo, rognoso.

Pensavo costantemente a lui, a cosa potevo fare, sperando che qualcuno potesse tirarlo fuori da quel posto, era diventato un chiodo fisso.

Di certo di lui non mi ha colpito la sua fisicità, la sua bellezza, il suo essere “fieramente” pitbull, sicuramente la sua espressione, il suo sguardo, ma la cosa che più mi rattristava nel guardare quelle immagini ogni giorno erano le sue unghie, cosi’ lunghe e ricurve, segnale di una vita statica, trascurata…non vissuta. Più pensavo a quello che poteva aver passato e più mi addoloravo, impotente, sino a quando, finalmente, il miracolo è arrivato. L’annuncio tanto atteso e sperato: Tania Bergamo del “Not a Bully Rescue” aveva fatto il miracolo….lo aveva fatto salire su al “Nord”, da Palermo, per regalargli una possibilità di vita, al fine di sottrarlo da un destino ancor più triste: la deportazione in un altro canile da dove non sarebbe con tutta probabilità mai più uscito, il viaggio della speranza….e con lui anche Aragon e Timothy, anch’essi oggi felicemente adottati.

Così andai a trovarlo, volevo vedere da vicino il mio bimbo adottato a distanza e li vidi, tutti e tre, belli, FIERI…si…finalmente fieri del loro essere cane… niente più catene, niente più segregazione.

Poi andai ancora e Jesus conobbe la mia Audrey, si piacquero…era fatta… la terza volta lo portai via con me; quel giorno era così felice che era incontenibile, nemmeno l’educatore riusciva a trattenerlo da tanta esuberanza, forse aveva già capito, si catapultò dentro l’auto come un pazzo, lo sapeva…non sarebbe mai più tornato indietro.

Ed eccolo in foto, com’era prima e come è adesso (insieme a sua sorella)…è già passato più di un anno da allora, il tempo corre in fretta…io sono innamorata, lui mi è riconoscente e me lo fa capire, ogni giorno, ed io lo sono a lui e glielo farò sapere…per tutta la sua vita.

Jesus mi rende felice anche quando sono triste perché mi basta guardarlo con quel suo andamento buffo, con quel suo modo che ha di annusare l’aria portando il muso verso l’alto, quasi volesse assaporare e trattenere il più possibile tutti gli odori del mondo. Quelli che non ha mai potuto percepire prima, quelli che solo chi è senz’anima non potrà mai sentire…l’odore della famiglia, l’odore della serenità, finalmente. Quanto lo amo, questo è il dono più grande che io abbia mai ricevuto, lo amo anche quando mi fa arrabbiare, lo amo in tutte le sue mille sfaccettature e non smetterò mai di farlo.

Adottare un cane adulto non è una cosa semplice…occorre dargli un po’ di tempo, deve imparare a conoscerti, poco per volta…devi aspettare i tempi giusti, per ogni cosa, anche per abbracciarlo, anche solo per poter giocare con lui. Ma adesso per tutto questo sono stata pienamente ripagata. Jesus mi ha donato il suo cuore, lo so, lo sento, soprattutto quando poggia la sua testa al mio petto, consapevole di stare tra le braccia di sua madre, protetto, perché è questo che io farò per lui, lo proteggerò sempre.

Adottare un cane adulto non è una cosa semplice…ma se potete farlo, non vi tirate indietro, non abbiate paura di ridare la dignità a chi ne ha il diritto, più di chiunque altro, non ve ne pentirete mai.

Sei in cerca di un cane da adottare? adotta anche tu un pitbull !

Se anche tu vuoi vedere pubblicata  la tua storia, scrivi a  lamiastoriadipit@pitbullisnotacrime.it  (almeno 300 parole) e non dimenticarti di allegare una bella foto (in alta definizione) di te e del tuo pitbull! (per ragioni di tempo e quantità non possiamo pubblicarle tutte le storie in maniera tempestiva, abbiate pazienza)

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